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Turismo

 

Turismo

TURISMO

1 - Il settore turistico in Cina

Secondo proiezioni dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT), la Cina, si prepara a divenire una delle maggiori fonti al mondo di turismo verso l’estero con un tasso di crescita annuo stimato intorno al 12.5% fino al 2020. Proprio nel 2020, con più di 100 milioni di partenze, la Cina e’ destinata a collocarsi al quarto posto a livello mondiale in questo settore ed al primo in relazione all’incoming, con piu’ di 130 milioni di arrivi.  

In Cina il turismo ha rappresentato nel 2005 il 4,02% del PIL; nel 2015 è atteso raggiungere il 6-7% e l’11% nel 2020, ciò che ha indotto Pechino a promuovere politiche settoriali di sostegno e a favorire l’afflusso di capitali (quindi di management) stranieri. Grandi attori internazionali quali American Express e Tui hanno gia’ stabilito joint-venture, mentre Jal International Travel Service ha avviato una societa’ a capitale interamente straniero. 

Sotto il profilo della logistica, la Cina si sta dotando delle necessarie strutture: nel 2005, secondo questo Ministero del Turismo (CNTA), esistono 10.888 alberghi, di cui 242 a cinque stelle e 971 a quattro.  

Anche il settore dei trasporti ha avviato un rapido processo di modernizzazione, accompagnato da un netto miglioramento della qualità dei servizi prestati: dalle strade, alle ferrovie, agli aeroporti, dall’aviazione civile (anche con la radicale riorganizzazione del Gruppo Air China) al settore marittimo.  

Notevoli gli sforzi per aprire tratte aeree (nel 2004 nel numero di 1.115 tra nazionali e internazionali, per un totale settimanale di 21.467 voli nazionali e 1.918 internazionali), mentre l’Aviazione Civile cinese ha annunciato un’ulteriore espansione delle rotte a partire dall’estate 2005.


2 - Il turismo cinese verso l’estero

La Cina si è aperta solo nel 1990 al turismo verso l’estero, allorché la CNTA annunciò la firma di Accordi ADS (Authorized Destination Status) con Singapore, Malaysia e Tailandia. 

Gia’ dal 2003 la Cina e’ diventata il maggior mercato outbound d’Asia. Dei 28.5 milioni di viaggiatori usciti dal Paese nel 2004, 20.5 hanno visitato Hong Kong e Macao ma solo 5.6 milioni sono partiti con viaggi organizzati dall’intermediazione turistica e 5.8 milioni hanno viaggiato per motivi di affari.

L'outbound cinese e' ancora principalmente diretto versi i paesi vicini e in larghissima parte verso Hong Kong e Macao: nel 2005, i turisti cinesi verso Paesi terzi sono stati più di 31 milioni (+7,53% rispetto al 2004), di cui 22 milioni, ovvero il 71% del totale, erano diretti appunto verso queste due destinaizoni, seguite a distanza da Giappone, Thailandia, Singapore e Corea del Sud.

Con l’entrata in vigore dell’Accordo ADS UE-Cina il 1 settembre 2004, il quadro generale e’ destinato ad evolversi radicalmente. Se Parigi stima che l’ADS possa determinare il raddoppio in due anni del numero di visitatori cinesi cola’ (da 300.000 a 600.000), Berlino ritiene di poter ricevere sin dall’anno in corso 600.000 arrivi cinesi, confermandosi la principale meta europea.

Nel 2005 secondo le rilevazioni ISTAT il numero dei turisti cinesi e’ stato di poco superiore alle 710.00 unita', mentre le presenze nelle strutture ricettive sono state di 1.219.363.

Va sottolineato come, anche a seguito dell’entrata in vigore  dell’Accordo ADS (settembre 2004), si sia assistito ad una crescita particolarmente significativa del numero di visti rilasciati dall’Italia nello stesso anno ovvero 65.248 (+119% rispetto al 2003), mentre il 2005 ha visto una lieve flessione (-1.85%) con un totale di 64.041 visti emessi dalle tre sedi consolari italiane in Cina.

Si segnala, in questo contesto, l’apertura dei collegamenti aerei Milano-Shanghai da parte di Alitalia dal dicembre 2004, che attualmente hanno cadenza giornaliera.

3 - Capacità di spesa del turista cinese

Negli ultimi anni il Governo cinese ha gradualmente elevato l’ammontare di valuta locale che il turista e’ autorizzato a convertire in valuta straniera (sino a 3.000 USD per espatrio), ma l’accesso alle carte di credito internazionali permette di superare questa soglia.

In media, il turista cinese sembra poter spendere più di 1.200 US$ per capita e non meno di 130 US$ al giorno. A fronte di riserve valutarie pari a 340 miliardi di US$, il risparmio individuale in Cina è risultato dell’ordine di 1.257 miliardi di US$ a fine 2003.

4 – L’incoming in Cina nel 2004

Nel 2005 il numero di turisti all’interno della Cina ha superato i 120 milioni, in aumento del 10,3% su base annua e provenienti per oltre l'84% da Hong Kong, Macao e Taiwan, e per il restante da Giappone, Corea del Sud, Russia e Stati Uniti.

Gli introiti in valuta estera derivati dal flusso di turisti nel 2005 hanno raggiunto i 25,6 miliardi US$, sostanzialmente stabile rispetto al 2004.

5 – Disciplina transitoria per gli investitori stranieri che intendano aprire agenzie turistiche in Cina

La CNTA ed il Ministero del Commercio della RPC hanno emanato il 12 giugno 2003 una disciplina provvisoria per gli investitori stranieri che intendano aprire joint-venture (la parte straniera deve avere un turnover annuo di minimo 40 milioni US$) o effettuare un investimento interamente a capitale straniero ("wholly-owned”, in questo caso il turnover annuo deve superare i 500 milioni US$) in Cina (nelle sole Pechino, Shanghai, Canton, Shenzhen e Xi’an). 

Gli stranieri non sono tuttavia autorizzati a gestire il settore outbound (incluse le destinazioni di Hong Kong, Macao e Taiwan), settore che non rientra neppure nel quadro degli impegni sottoscritti da Pechino al momento dell’accessione all’OMC. Ne discende che anche l’apertura di un ufficio di rappresentanza di una societa’ turistica straniera deve riguardare esclusivamente l’incoming (in Cina), dimostrando altresi’ di gestire un flusso di almeno 2.000 turisti l’anno verso questo Paese.

>> Enit

>> CNTA
 


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