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Chimica farmaceutica

 

Chimica farmaceutica

ENERGIA    

Il rapido sviluppo economico della Cina ha provocato la crescita esponenziale della domanda di energia e di materie prime. Una recente indagine della China Petroleum and Chemical Industry Association afferma che la Cina per il 2005 aumentera‘ la sua produzione di energia del 20%, con un previsto fabbisogno di 173 milioni di tonnellate di petrolio, 50 mld mc di gas, 2.100 miliardi di Kwh di elettricita‘, 1,9 miliardi ton. di carbone. 

Detta crescita, unita ai recenti sforzi di liberalizzazione del settore e l’ingresso nell’OMC con l’apertura agli investitori stranieri, ha fatto si che la Cina, negli anni piu‘ recenti, si affermasse sempre piu‘ quale player fondamentale della politica energetica globale.  

La struttura energetica del Paese e‘ tradizionalmente costituita principalmente dal carbone, che rappresenta il 66,7% dei consumi (valore relativo al 2004) contro una media mondiale del 26% e dal petrolio (23% ca del totale). Seguono l’idroelettrico, il gas naturale (+18,5% rispetto al 2003) ed il nucleare. Scarsissima ancora la percentuale delle energie rinnovabili (eolica, solare, da biomassa ecc.).[1]  

La forte crescita dei bisogni energetici e le necessita’ di preservare un ambiente in difficolta’ fa si che la Cina abbia posto al centro delle sue politiche di crescita l’eco-sostenibilita‘ dello sviluppo. Alla fine del 2002 il Sedicesimo Congresso del Partito Comunista Cinese chiaramente indicato nel risparmio energetico una delle chiavi fondamentali per il raggiungimento della sicurezza energetica nazionale come preludio allo sviluppo sostenibile. Nel rispetto di tale indirizzo politico nazionale, NDRC (National Development and Reform Commission) ha formulato un Piano Nazionale per l’Efficienza Energetica nella cornice di un piu‘ ampio piano per lo sviluppo del settore enegia che confluira‘nel testo dell’11° Piano Quinquennale (2006-2010).

Tale piano analizza innanzi tutto il modello attuale di consumo cinese e indica le azioni da intraprendere a fronte di un alto fabbisogno energetico nel comparto industriale, fabbisogno peraltro destinato a crescere. La NDRC ha varato un piano in dieci punti, le cui linee guida sono l’abbattimento delle emissioni industriali, l’utilizzo di energia piu’ “pulita”, la promozione del risparmio energetico. [1] Quale termine di paragone si ricordano i dati essenziali della struttura energetica italiana: Petrolio 51%; Gas Naturale 35%; Carbone 8%; Idroelettrico 5%.

[1] Quale termine di paragone si ricordano i dati essenziali della struttura energetica italiana: Petrolio: 51%; Gas naturale 35%; Carbone 8%; Idroelettrico 5%.



AMBIENTE
 

A causa dello sviluppo dell'economia, della crescita della popolazione e del continuo miglioramento del livello dei consumi della popolazione a partire dagli anni '70, la pressione sulle risorse, già limitate, e sul fragile ambiente è diventata sempre maggiore. L’impatto ambientale ha creato scompensi in vaste aree del territorio cinese e molte zone soffrono i cambiamenti climatici conseguenti al grado di inquinamento dell’aria e delle acque, nonche’ dei fenomeni di siccità e desertificazione.

La Cina ha scelto di fare della protezione ambientale una delle sue politiche nazionali fondamentali, interpretando la realizzazione dello sviluppo sostenibile come un'importante strategia e attuando in tutto il Paese misure su vasta scala per la prevenzione e il controllo dell'inquinamento. La repubblica Popolare Cinese si adopera altresi’ attivamente per promuovere la cooperazione internazionale nel campo della protezione ambientale ed è oggi uno dei principali utilizzatori dei fondi messi a disposizione dalle principali organizzazioni mondiali per la protezione ambientale: World Bank, Asian Development Bank, Global Environment Fund, Fondo Multilaterale per la protezione dell’ozono.

AI fine di promuovere lo sviluppo coordinato dell’economia, della società e dell'ambiente, già a partire dagli  anni '80 la Cina ha promulgato e attuato una serie di principi, politiche, leggi e misure per la protezione ambientale, basati sulle seguenti priorità:
- Formulare i principi guida di pianificazione simultanea, attuazione simultanea e sviluppo 
 simultaneo per lo sviluppo economico, lo sviluppo urbano e rurale e lo sviluppo
 ambientale, combinando i ritorni economici con gli effetti sociali e i benefici ambientali.
- Promulgare e mandare in vigore leggi e regolamenti riguardanti la protezione ambientale.
- Incorporare la protezione ambientale nei piani per Io sviluppo economico e sociale
  nazionale.
 - Creare e migliorare organizzazioni della protezione ambientale sotto i governi a tutti i
  livelli.
- Accelerare il progresso nella scienza e tecnologia ambientali.
- Attuare una politica di educazione ambientale. 
- Promuovere la cooperazione internazionale.

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