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Firmate presso l'Ambasciata d'Italia a Pechino le Norme di procedura attuative dell'Accordo di co-produzione cinematografica tra Italia e Cina

Data:

18/06/2014


Firmate presso l'Ambasciata d'Italia a Pechino le Norme di procedura attuative dell'Accordo di co-produzione cinematografica tra Italia e Cina

L’Ambasciatore d’Italia in Cina Alberto Bradanini e il Direttore Generale del Dipartimento Cinema dell'Amministrazione per le Pubblicazioni stampa, Radio, Cinema e TV della RPC, Zhang Hongsen hanno firmato oggi presso l’Ambasciata d’Italia a Pechino le Norme di procedura attuative dell’Accordo di coproduzione cinematografica tra la Repubblica Popolare Cinese e la Repubblica Italiana, siglato il 4 dicembre 2004 ed entrato in vigore il 17 aprile 2013 a seguito di ratifica da parte italiana.

L’Accordo di coproduzione e le Norme di procedura vengono così a fornire il quadro giuridico di riferimento entro cui operare alle aziende cinematografiche dei due Paesi e daranno quindi impulso a un ulteriore rafforzamento delle relazioni economico-commerciali e culturali bilaterali. E’ infatti proprio grazie alle Norme di procedura firmate oggi che le nuove opportunità e incentivi previsti dall’Accordo del 2004 potranno essere concretamente colte dalle aziende italiane e cinesi.

Nello specifico, ciascun film coprodotto ai sensi del Trattato avrà doppia nazionalità, italiana e cinese, e potrà quindi accedere a tutti quei benefici fiscali e incentivi pubblici che i rispettivi Governi mettono a disposizione per la promozione e divulgazione della propria cultura cinematografica.  Per quanto riguarda il cinema italiano, l’Accordo (che riguarda anche produzioni televisive e fiction) offre poi l’importante possibilità di superare la barriera d’ingresso al mercato cinese rappresentata dal sistema delle quote dei film stranieri che si possono trasmettere annualmente nelle sale cinematografiche cinesi.

Esso potrà essere concretamente utilizzato per promuovere l’Italia e la sua cultura cinematografica (nonché, indirettamente, il turismo e l’economia dei diversi territori italiani) attraverso investimenti in un settore economico, quello audiovisivo, che in Cina sta assumendo dimensioni sempre più rilevanti. Potrà dunque offrire importanti opportunità di affari per le aziende italiane del settore: l’industria cinematografica italiana crede infatti molto in questo accordo, come concretamente testimoniato dall’iniziativa portata avanti dall’ANICA di aprire un desk in Cina, che arriva a suggello di un percorso da essa avviato già da alcuni anni con la realizzazione di numerose missioni economico commerciali in diverse città cinesi.

Va infine ricordato il costante impegno profuso dall’Ambasciata e dall’IIC di Pechino per la promozione del cinema italiano in Cina, un impegno che si potrà tradurre, già nei prossimi mesi, in un programma – da definire in dettaglio insieme all’ANICA – volto a promuovere l’Italia ed il cinema italiano nelle città cinesi cosiddette di seconda e terza fascia, con l’organizzazione di una serie di eventi ad hoc a sfondo sia culturale che economico commerciale. ‘

Tale azione potrà peraltro beneficiare di due nuovi, fondamentali strumenti varati di recente, ossia il Business Forum  Italia–Cina, inaugurato in occasione della visita ufficiale in Cina del Premier italiano Matteo Renzi ed a cui partecipa anche l’ANICA, e il Forum culturale, istituito ad inizio giugno a Roma dal Ministro Franceschini e dal Vice Ministro della Cultura cinese Ding Wei, che pure potrà rappresentare un terreno importante di crescita e sviluppo per i rapporti tra i due Paesi.


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